lunedì 10 marzo 2008

Olio di colza e cinesi

Chongqing è la più estesa e popolosa municipalità con status di provincia della Repubblica Popolare Cinese; conta 32 milioni di abitanti (la provincia di Roma ne ha poco più di 4 milioni) e si ritiene che qui sia nato il mitico Regno di Ba nell'undicesimo secolo AC.
Il PIL pro-capite della città ammonta a circa 826.977 euro; lo stesso parametro per quanto riguarda la città di Milano si aggira intorno ai 30.629 euro.
Questo per far comprendere la dimensione del fenomeno cinese nell'equilibrio economico mondiale e, in proporzione, quella italiano.
La Cina oggi è solo travestita da paese comunista, ma di fatto è una vera e propria nazione capitalista che viaggia ancora verso il proprio apice.
Ma ho nominato Chongqing per citare un fatto di cronaca tra le cui righe si possono facilmente leggere risvolti sociologici che non risiedono tra i meri dati statistici.
Il 10 novembre 2007, la multinazionale francese della grande distribuzione Carrefour (seconda solo a Wal-Mart), nell’ambito dei festeggiamenti per il decennale della sua prima apertura nel paese, promuoveva l’olio di colza (di cui la Cina è il maggior produttore) con uno sconto del 20%.
Una folla immensa si è accalcata ai cancelli del centro commerciale fin dalle 4 del mattino, per conquistarsi una bottiglia da 5 litri del prodotto che dall’inizio dell’anno aveva subito rincari fino al 30%.
Alle 8.40 la folla impazzita lascia sul terreno 3 morti calpestati e 30 feriti di cui 7 gravi.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Mi chiedo...ne è valsa la pena comprare questo olio di colza tanto da rimetterci la pelle!?!
Rimango perplessa...
Dolly*