domenica 24 febbraio 2008

Il partito degli impresentabili

L’Espresso presenta “il partito degli impresentabili: quelli da non votare”.
Letto l’articolo, mi sono messo nei panni di un elettore di Forza Italia che vuole votare il suo partito ma non Dell’Utri, condannato con sentenza passata in giudicato. Ma l’elettore in questione può essere l’elettore di qualsiasi altro partito o coalizione.

Quali strumenti ha il nostro elettore, quindi, per non trovare tra i parlamentari eletti del suo partito Dell’Utri o Cuffaro o Bassolino e tanti altri? Nessuno.
Eppure la nostra carta fondamentale afferma che la “sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione (art.1, comma 2) ”.
Il cittadino elettore voterà, come nel 2006, col “porcellum” di Calderoni, una legge elettorale rinnegata in coro dallo stesso suo autore e da tutti i partiti. I buoni propositi di riforma, qualche mese fa tutti ne parlavano come cosa fatta, con la caduta del governo Prodi si sono dissolti come neve al sole. E’ bastato che l’asse Berlusconi – Fini sentisse odore di vittoria perché anche la porcata divenisse digeribile. Basta ricordare che Fini, l’eterno e illuso aspirante alla poltrona di primo ministro, ha sostenuto con forza e consistenza numerica il referendum. Ma in politica la coerenza non è un optional, o l’hai o no, e Fini ne è privo. Spero, a tal proposito, che gli Italiani nella solitudine della cabina elettorale, ricordino gli scambi verbali poco amorevoli tra lui e quello che ora è come sempre il suo leader e, indignati non lo votino.
Dal canto suo la Corte costituzionale, nonostante il parere d’incostituzionalità espresso da molti esperti costituzionalisti, non ha trovato il tempo di definire il suo giudizio (“La Corte Costituzionale giudica sulle controversie relative alla legittimità costituzionale delle leggi e degli atti aventi funzione di legge, dello Stato…”- art. 134Cost.).
E’ solamente scandaloso che a più di tre anni dall’approvazione (21/12/2005), attendiamo ancora che i giudici sciolgano il nodo…di Gordio. Sicuramente sono presi da tanti e più urgenti problemi!
Ritornando alla questio, bisogna dire che il cittadino è stato espropriato non di un diritto ma, cosa più grave, della sovranità. Solo i regimi autoritari usano le “liste bloccate” non permettendo, in tal modo ai cittadini di esprimere il loro dissenso e decidere il cambiamento.
Abbiamo solo l’illusione di determinare le scelte, ma, in realtà, sono le segreterie dei partiti, vere e proprie SpA, a portare in parlamento i loro fedelissimi, basta inserirli nelle liste in ordine d’eleggibilità. Viva la democrazia!

di Giuseppe Governanti

4 commenti:

ChrisG ha detto...

Se il cittadino è stato espropriato della sovranità, allora perchè votare? Che senso ha?
Avrebbe più senso, in questa situazione italiana, proporre un astensionismo consapevole, un astensionismo del "non voto tanto il mio voto non vale nulla" che oggi è la triste verità.
Il problema in Italia è che si cerca di votare sempre il meno peggio, pure quando il meno peggio non c'è da 15 anni.
La vera alternativa sarebbe un partito che si batta per ridare la sovranità al popolo prima delle elezioni... e in caso contrario, che si batta affinchè gli italiano non vadano a votare.

Iren ha detto...

Malgrado tutte le giuste considerazioni non credo che la soluzione giusta sia non andare a votare, sia per un motivo morale riguardante tutte le lotte effettuate per guadagnare questo importante diritto, sia per un motivo pratico.
Infatti più gente non vota più la base elettorale si assottiglia e diviene più facile controllarla da parte di chi ne possiede i mezzi.

ChrisG ha detto...

Il tuo discorso sarebbe giusto se fossimo in un paese un pò più democratico dell'Italia.
Infatti ho proprio scritto "in questa situazione italiana" per sottolineare l'anomalia in cui ci troviamo.

Iren ha detto...

Appunto perchè non siamo un paese che brilla per democraticità non andare a votare non è la soluzione ma anzi aggrava il problema perchè è più facile ottenere la fetta più grande quando la torta è più piccola.
E' certo più facile controllare 100 persone che un mille o un milione.