
Gli scivoloni borsistici degli ultimi giorni hanno creato tante ghiotte occasioni per chi ha molti soldi da far fruttare.
Che si prepari una nuova colonizzazione economica che caratterizzerà gli anni futuri?
I libici puntano anche al 2% dell'Eni
"La quota di capitale Eni di cui sono in possesso i fondi sovrani libici, che in questo momento si aggira sullo 0,7%, dovrebbe essere aumentata nei prossimi giorni fino a sfiorare il 2%, la soglia che fa scattare l'obbligo della comunicazione alla Consob. A questo livello di partecipazione, osserva una fonte, in base allo statuto dell'Eni, un'azionista ha il diritto di sottoporre al voto dell'assemblea una lista di amministratori."
UniCredit: giovedì i libici incontrano i soci italiani
"I banchieri del colonnello Gheddafi che hanno pilotato l'ingresso di Banca centrale libica, Lybian Investment Authority e Lybian Foreign Bank in UniCredit sono attesi a Milano giovedì [...] La richiesta di un posto in consiglio sarà uno dei temi in discussione durante la cena [...] i libici vorrebbero che nel Cda dell'istituto di credito fosse cooptato nel ruolo di vicepresidente il governatore della loro banca centrale."
Fondi sovrani, Frattini strappa una promessa agli emiri
"Il fondo sovrano di Abu Dhabi, Adia (Abu Dhabi Investment Authority), è pronto a investire sull'economia italiana. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha incontrato oggi nella capitale degli Emirati i vertici del maggiore fondo sovrano del mondo, dai quali ha avuto la rassicurazione che l'Italia è entrata (da poco) nella sfera di interesse dell'organismo statale del paese del Golfo dove confluisce buona parte del surplus petrolifero destinato ad essere investito nel mondo (ad oggi può contare su un patrimonio di quasi 900 miliardi di dollari).
[...]
Frattini ha annunciato che a breve una delegazione di Adia verrà in Italia per incontrare il Comitato strategico per l'interesse nazionale in economia, la task force di 12 esperti costituita da pochi giorni dai ministeri degli Esteri e dell'Economia per attrarre gli investimenti di Paesi amici (non si può dire altrettanto di Singapore, con il fondo Temasek, e Cina) e cercare per quanto possibile di tenere alla larga quelli sgraditi, specie in settori sensibili, come l'energia, la difesa e le telecomunicazioni."
Sembra tanto un inizio di colonizzazione economica, il mercato sta cambiando baricentro e il governo non ha la forza economica per reagire, così prova a scegliere gli amici, come sei in economia ce ne fossero, e Frattini strappa una promessa:
"In ogni caso saranno privilegiati e favoriti quei fondi sovrani che assicurano condizioni di trasparenza e che vogliono entrare con quote di minoranza, come ha assicurato Adia, che - come si diceva - ad oggi in Italia ha solo il 2 per cento di Mediaset, e non intende salire mai sopra la soglia del 5 per cento, come ha fatto in Citicorp."
Frattini "Non possiamo impedirvi più di tanto di entrare in tutte le nostre aziende strategiche, ma per favore compratele solo poco-poco, vi prego!"
Sceicco: "Certo, Franco, stai tranquillo! Parola di speculatore!"
lunedì 20 ottobre 2008
Stanno Arrivando... o sono già arrivati?
lunedì 15 settembre 2008
Il miracolo dei mutui rinegoziati
Tremonti, il genio della finanza creativa, ne ha elaborata un’altra delle sue risolvendo il problema dei mutui che soffocano le famiglie e creando milioni di euro per le banche.
Applausi.
Si sta parlando ovviamente della possibilità di rinegoziare i mutui a tasso variabile, trasformandoli in tasso fisso in modo da mettersi in salvo dalla congiuntura economica negativa.
Il tasso fisso sarebbe determinato da una media dei tassi del 2006: un miracolo! La rata torna indietro di 2 anni.
Peccato che nessuno regala niente, tanto meno le banche, quindi la differenza tra la nuova rata fissa e quello che si sarebbe dovuto pagare con il vecchio mutuo viene poggiata su un conto accessorio che andrà di mese in mese aumentando o diminuendo di valore a seconda dell’andamento dei tassi di interesse.
Ovviamente anche all’importo depositato su questo conto viene applicato un tasso di interesse: mica si lavora gratis!
A fine mutuo ci si troverà a dover rimborsare anche questa differenza, con rate costanti di importo pari alla rata fissa determinata.
Facciamo un esempio reale preso dalla lettera informativa speditami dalla banca e ipotizziamo che i tassi rimangano come sono oggi, solo per rendere esemplificativo il calcolo.
Importo originario del mutuo: 132000
Finanziato in 30 anni a tasso variabile. Rate residue 326.
Tasso iniziale (novembre 2005): 3,10 %
Tasso attuale: 6,050%
Rata attuale: 773,4
Tasso medio del 2006: 3,825%
Rata fissa secondo la convenzione ABI-MEF: 616,94
Differenza tra rata originaria e rata fissa: 156,45
Vuol dire che se accettassi la proposta di Tremonti, ogni mese verrebbero messi a debito sul mio conto accessorio 156,45 euro.
Tasso del conto accessorio: IRS + 0,50%
Ad oggi 5,50%
Diciamo che accetto la proposta del ministro creativo.
326 (rate residue) x 616,94 (rata fissa) = 201122,44 (capitale + interessi pagati)
Mi troverei tra 27 anni ad aver pagato solo 69122 euro di interessi su 132000 di finanziato. Un bel vantaggio rispetto al mio destino con la rata variabile.
Peccato che il mio conto accessorio nel frattempo si è gonfiato a dismisura.
156,45 (differenza mensile tra le rate) x 12 = 1877,52
Ai 1877 euro differenza che ogni anno andrebbero ascritti a debito del conto accessorio, vanno applicati gli interessi del 5,50%.
La cosa geniale è che questi interessi vengono applicati a degli importi derivanti già da altri interessi applicati al finanziamento.
Al termine del pagamento del mutuo mi troverei debitore di ancora 112049,26 euro.
Poco meno di quello che avevo finanziato 27 anni prima!
La banca calcola che questo importo dovrà essere pagato in 391 rate (32 anni), secondo un piano d’ammortamento al tasso di interesse più vantaggioso tra quello del conto accessorio o un tasso fisso contrattualmente stabilito.
Questo vuol dire che mi ritroverei indebitato per altri 32 anni e che probabilmente sarebbero i miei figli a finire di pagare il mutuo per la mia prima casa!
Inoltre:
391 (rate previste) x 616,94 (importo della rata) = 241223,54
che se lo andiamo a sommare a quanto già pagato
201122,44 (capitale + interessi del mutuo) + 241223,54 (capitale + interessi del conto accessori) = 442345,98
Per finanziare 132000 euro tra 60 anni la banca avrà indietro quasi mezzo milione di euro!
Direi che è un gran colpo di un grande genio!
giovedì 28 agosto 2008
Revisionismo Siciliano
Sarà dovuto solo all'ignoranza e povertà morale delle amministrazioni?
A Capo d'Orlando il sindaco decide di cambiare il nome alla vecchia piazza Giuseppe Garibaldi perché scopre che costui era solo “un feroce assassino al servizio di massoneria e servizi inglesi“, e dopo aver abbattuto personalmente a martellate la vecchia targa commemorativa, la sostituisce con quelle ben più significativa in evocazione al 4 Luglio, in ricordo di una oscura battaglia del 1299 nel mare orlandino.
Il sindaco si è già reso protagonista di tante iniziative per promuovere la propria città, mettendo al servizio dei cittadini la propria immensa cultura, come per esempio avviare ricerche anagrafiche sull'origine orlandina dell'attrice australiana Megan Gale, oppure intitolare il nuovo lungomare a Ligabue (il cantante si intende!).
E ora Comiso, dove l'aeroporto dedicato a Pio la Torre, parlamentare del Partito Comunista ucciso dalla mafia nel 1982, viene rinominato in "Vincenzo Magliocco", generale dell'aeronautica Vincenzo Magliocco, caduto durante la guerra fascista di Etiopia nel 1936.
Il neo sindaco di Alleanza Nazionale Giuseppe Alfano si giustifica: "riteniamo più giusto conservare una denominazione che fa parte da più di mezzo secolo della memoria collettiva della città".
Memoria collettiva fascista che cancella la memoria nazionale anti-mafia.
In Sicilia.
Cosa sta succedendo?
venerdì 22 agosto 2008
Un'estate serena con la regione Lombardia
di Mrs B.
In comune mi sono imbattuta in un piccolo opuscolo informativo promulgato dalla Regione Lombardia. Il titolo fa subito pensare ad una serie d’informazioni riassuntive sul cosa fare in caso d’afa e malori. La prima impressione è confermata aprendolo e se ne possono trarre delle curiose e alquanto interessanti conclusioni che, sono certa, non saranno sfuggite all’attento esame di chi ha avuto il compito di approvarlo e farlo diffondere.
Nella breve introduzione si avverte il lettore che trattasi di “… uno strumento utile a combattere il caldo estivo. Una serie di consigli pratici per affrontare questa emergenza e i rischi che ne derivano…” poi si specificano le categorie a rischio e più in basso si tiene a sottolineare che il caldo è un pericolo “quando la temperatura esterna supera i 32-35 gradi”. Percui se siete in casa e il vostro termometro ne segna quaranta di gradi non dovete preoccuparvi.
Le informazioni che seguono sono suddivise per possibili disturbi causati dalla calura, ognuno dei quali è scrupolosamente seguito da una serie di “Cosa fare” e “Cosa non fare”. Scorro con attenzione i sintomi di un edema da calore, segue un titolo verde “Cosa fare” con relative istruzioni e a piè pagina leggo, bellamente scritti in rosso titolo ed elenco delle azioni sconsigliate,
“Cosa NON fare: NON bere alcolici”. Ora, vero è che trattasi di un elenco, ma il susseguirsi di due negazioni produce notoriamente un’affermazione, sicché deduco che chi scrive invita i lettori a proteggersi dagli edemi da calore ingurgitando una quantità a piacimento di alcolici vari.
Anche il colpo di sole è un pericoloso nemico, percui si chiede ai soccorritori di domandare assistenza medica. Si suggerisce poi di somministrare “acqua fresca, anche con aggiunta di sali minerali” e questo nell’ovvio caso in cui essi abbiano a portata di mano solo l’acqua deionizzata per la stiratura o l’acqua piovana raccolta per il loro bonsai. Segue ancora l’elenco dei “Cosa NON fare” e dei suoi NON “… NON somministrare alcuna bevanda se c’è perdita di coscienza”. Da quest’ultima affermazione traggo che non bisogna evitare di bere sia mentre si è incoscienti sia dopo.
Per il colpo di calore si suggerisce ugualmente di chiedere assistenza medica e s’invita il soccorritore a “Portare la persona in un posto fresco e ventilato con le gambe sollevate rispetto al corpo (se pallido) o in posizione semiseduta (se rosso in viso)” da cui desumo ch’egli, dopo aver attentamente esaminato allo specchio il proprio viso, potrà scegliere: se pallido condurrà la persona al fresco stando con le gambe sollevate rispetto al corpo e se rosso lo farà restando semiseduto, oppure se pallido porterà la vittima al fresco tenendola con le gambe sollevate rispetto al corpo e se rosso la trasporterà semiseduta. Inoltre, per la vostra salute, chicchessia vi dovrà “Liberare […] dagli indumenti”.
Dopo i crampi muscolari e il collasso da calore seguono una serie di suggerimenti per la dieta stagionale, le “10 regole d’oro per affrontare il caldo estivo” e due numeri verdi per le emergenze.
Noi si ringrazia la Regione Lombardia per la sua cura della salute pubblica.
mercoledì 30 luglio 2008
Italia fuori dal mercato dei satelliti

A sottolineare il declino italiano ecco una notizia di oggi riportata da Repubblica.it: l'Italia esce dal mercato ricco e promettente dei satelliti commerciali, tra gli uomini autori della disfatta troviamo un volto familiare.
Si parla di satelliti "che sono in grado di trasferire miliardi i segnali televisivi e che si stanno attrezzando anche per trasmettere dati Internet", quindi è facile capire l'importanza del settore rispetto a, che so, il satellitare terrestre. "Un mercato che cresce in modo esponenziale, che già presenta un giro d'affari di 8,5 miliardi di dollari e che interessa 75 milioni di consumatori.
[...]al satellite non ha rinunciato nessuno, anche i paesi minori. Motivi strategici o altro. Così la società turca, Turksat, ha due satelliti geostazionari in orbita, la Spagna ha la sua Hispasat con sei satelliti, la Svezia, la Norvegia, l'Olanda e l'Egitto non sono da meno. Senza contare arabi, cinesi e brasiliani. Tutti hanno il proprio satellite."
Scorrendo l'articolo si portano alla memoria giorni in cui l'Italia era uno dei punti di eccellenza dell'Europa, non in tempi troppo remoti: "Un po' come accade per il Moplen di Giulio Natta, gli esordi del nucleare e i prototipi dei computer, anche con il satellite fummo i primi in Europa: era il 1964 e il gruppo creato all'Università di Roma da Luigi Broglio sparò nello spazio il San Marco 1, prima c'erano riusciti solo russi e americani."
Ma questo business per qualcuno forse non appariva strategico, e così si scopre che "quando la Stet fu trasformata in Telecom e passò nelle mani di Tronchetti Provera la storia dei satelliti italiani arrivò al capolinea: nel 2001 il 20,4 per cento di Eutelsat - attualmente di proprietà franco-iberica - fu venduto alla Lehman Brother. Ed oggi nessun capitale italiano sta nel business di "quota 36 mila" ".
Applausi per M.T.P.
giovedì 10 luglio 2008
Agenzia delle Entrate ottimizzata!
Pare che i dirigenti dell'Agenzia delle Entrate siano assai più intelligenti di quelli delle Poste (vedi precedente post).
Se doveste recarvi in un ufficio dell'AdE, l’impresa potrebbe essere assai più semplice del pagamento di un bollettino postale: dal sito (www.agenziaentrate.it) è possibile prenotare un appuntamento in modo facile e veloce, scegliendo il motivo della "visita", l'agenzia territoriale e l'orario che si preferisce.
Al termine della procedura viene inviata una mail di conferma con i dettagli della prenotazione e i vari codici di riferimento.
È questo il modo per evitare estenuanti ingorghi agli uffici: vanno incentivati gli strumenti di dislocazione, l'esempio non è molto distante, imparate dirigenti!
mercoledì 9 luglio 2008
Postepay non ci sei!
Le poste italiane hanno creato ormai da tempo un metodo di pagamento molto comodo, utilizzato con piacere soprattutto dai giovani: PostePay, una carta di pagamento ricaricabile.
Ma proviamo a fare un versamento su una PostePay altrui: se non si ha un conto Banco Posta ci si può recare in un qualsiasi ufficio postale, compilare l’apposito modulo e pagare IN CONTANTI.
In questo caso si paga 1 euro di commissione.
C'è l'alternativa dell'utilizzo del PostaMat, in questo caso la commissione è di 3 euro (!!) e, per qualche misterioso motivo, si possono usare solo carte abilitate al circuito internazionale.
Ora immaginate che genere di menti popolino la classe dirigente delle nostre poste: invece di incentivare i pagamenti on line o attraverso terminali bancomat e PostaMat e svuotare così gli uffici postali, che fanno?
Rendono impossibili le operazioni on line o le gravano di commissioni stratosferiche rispetto a quelle agli sportelli.
Lo stesso discorso avviene per i bollettini postali: se si vuole pagare una bolletta on line con carta di credito e non si è titolari di un conto Banco Posta o di una PostePay, si dovrà spendere in commissioni fino al 2% dell'importo!
Un'ultima notazione: al termine dell'operazione di accredito il PostaMat rilascia uno scontrino in cui c'è specificato il numero di terminale, dell'operazione, della carta di credito utilizzata (parzialmente criptato) e l'importo: peccato che manchi il numero di carta PostePay ricaricato!
Personalmente dico che come servizio lascia fortemente a desiderare!
mercoledì 2 aprile 2008
La storiella di Mastella

Il Ministro, forte del suo potere, ottiene il trasferimento di De Magistris con la scusa di PRESUNTE irregolarità nella conduzione delle sue inchieste, il fascicolo va in mano ad un giudice a caso e la posizione del ministro Clemente viene archiviata.
Ma purtroppo tutta questa vicenda aveva danneggiato l'immagine del nostro e lo aveva costretto al ritiro dalla politica, così dopo questa notizia egli pensò bene di annunciare che avrebbe chiesto anche un congruo risarcimento.
martedì 1 aprile 2008
Le ultime marachelle di Silvietto
Copione: il candidato alla poltrone di Presidente del Consiglio ne spara una grossa delle sue nello studio del primo telegiornale nazionale, davanti al suo direttore. Questi non verifica e non corregge la notizia con il risultato che gli italiani penseranno che Silvietto abbia detto la verità.
Contenuto EXTRA: La gerontocrazia al potere
Candidati Porcellum
L’allegro ex ministro Calderoli ha definito la legge elettorale da lui co-firmata “una porcata”, ridacchiando come Ollio in un siparietto con Stanlio.
Grazie a lui e ai suoi compari non potremo scegliere chi andrà il parlamento ma lo sceglieranno le segreterie dei partiti.
Così immaginiamo un elettore cattolico che decida di seguire le indicazioni del suo parroco e votare UDC: si troverà a favorire l’ascesa non solo del retto Pier Ferdinando Casini, ma anche di uno stuolo di persone non esattamente raccomandabili.
Sintetiziamo quanto possiamo apprendere dall’articolo di Peter Gomez uscito per L’Espresso riguardo alle vicinanze ad ambienti mafiosi dei candidati alle prossime elezioni.
Salvatore Cintola (UDC) : iscritto per ben quattro volte nel giro di 15 anni sul registro degli indagati, un uomo che Giovanni Brusca - il capomafia killer del giudice Giovanni Falcone - considerava "un amico personale", ha militato in Sicilia Libera, un movimento indipendentista creato nel '93 per volere del boss Luchino Bagarella, passato alla corte di Totò Cuffaro diventando deputato regionale sull'onda di migliaia di preferenze (17.028 nel 2006).
Francesco Saverio Romano (UDC): tutt'ora indagato per concorso esterno;
Calogero Mannino (UDC): imputato davanti alla corte d'appello di Palermo;
Giusy Savarino (UDC): secondo i giudici del processo 'Alta Mafia', dalle intercettazioni e dai verbali emerge come nel 2001 lo scontro sulla sua candidatura alle regionali tra suo padre, Armado Savarino, e l'ex assessore Udc, Salvatore Lo Giudice, poi condannato a 16 anni di reclusione, sia stato risolto dalla mediazione del boss di Canicattì, Calogero Di Caro.
Pino Firrarello (PDL): condannato in primo grado per turbativa d'asta aggravata e ora sotto inchiesta per concorso esterno.
Antonio D'Alì (PDL): ex datore di lavoro del superlatitante Matteo Messina Denaro, e oggi accusato dall'ex prefetto di Trapani di aver voluto il suo trasferimento per fare un piacere a Cosa nostra (sulla vicenda è in corso un'indagine e un processo per diffamazione).
Gabriella Giammanco (PDL) : ex aspirante velina, volto giovane del Tg4, ma soprattutto nipote di Vincenzo Giammanco, definitivamente condannato come socio e prestanome di Bernardo Provenzano.
Gaspare Giudice (PDL) : assolto in primo grado dalle accuse di mafia con una sentenza in cui il tribunale sostiene di aver però "verificato con assoluta certezza" l'appoggio datogli da Cosa nostra nel 1996 e "con grandissima probabilità" anche nel 2001.
Renato Schifani (PDL) : negli anni '80 a lungo socio della Siculabrokers, una compagnia in cui figuravano anche Nino Mandalà, futuro boss di Villabate, e Benny d'Agostino, imprenditore legato per sua ammissione al celebre capo di tutti i capi, Michele Greco.
Bartolo Cipriano (PD): ex sindaco e poi consigliere del comune messinese di Terme Vigliatore, sciolto per mafia nel 2005.
Maria Grazia Laganà (PD) : vedova di Francesco Fortugno, vice-presidente della regione ucciso dai clan, sotto inchiesta per truffa ai danni dello Stato nell'ambito delle indagini sulle infiltrazioni mafiose alla Asl di Locri.
Franco Iona (PDL) : cugino primo del boss Guirino Iona, capo dell'omonima cosca crotonese ora in carcere dopo anni di latitanza, ribadisce però di essere incensurato.
Gaetano Rao (PDL) : nipote di don Peppino Pesce, vecchio boss dell'omonima e potentissima cosca di Rosarno.
Pasquale Scaramuzzino (PDL) : ex sindaco di Lamezia Terme, un comune sciolto nel 2002 dal governo per mafia in seguito a una sua battaglia, e Giuseppe 'Pino' Galati, allora leader del Ccd: un partito che l'attaccava a tutto spiano.
Sergio De Gregorio (PDL) : indagato per riciclaggio dopo che sono stati scoperti suoi assegni in mano a Rocco Cafiero detto ''o capriariello', un contrabbandiere considerato organico al clan Nuvoletta.
Mario Landolfi (PDL) : costretto a fronteggiare l'accusa di essere stato appoggiato nel 2006 da un manipolo di camorristi.
Nicola Cosentino (PDL) : uno dei suoi fratelli ha sposato la sorella del boss Peppe Russo, detto 'o padrino'.
Luigi Vallone (UDC) : nipote di un uomo politico in rapporti con Cosa nostra, a lungo pedinato dai carabinieri nella speranza di catturare Bernardo Provenzano.
Rudy Maira (UDC) : processato e assolto per concorso esterno, dopo che il tribunale aveva derubricato le accuse in voto di scambio semplice e dichiarato il reato prescritto.
Nino Dino (UDC) : indicato dal pentito Nino Giuffrè come uno dei mediatori tra Provenzano e la politica regionale.
Pier Fardinando Casini, a nome di tutti i capi partito, risponde: "non è giusto che le liste le faccia la magistratura".
domenica 30 marzo 2008
Max Mosley il Nazi
Oggi una notizia di gossip ci informa che il patron della F1 Max Mosley è stato ritratto in un video di 5 ore mentre inscena dei siparietti sadomaso in un sex dungeon, una sorta di bordello specializzato in giochi erotici di quel genere (leggi).
La notizia risulta però più interessante se si nota che, uno degli uomini inglesi più in vista e più ricchi è figlio del "fondatore del British Union of fascists, una formazione politica di estrema destra che negli anni Trenta fu alleata del partito di Benito Mussolini" nonchè "amico personale di Adolf Hitler e Joseph Goebbels".
Il figlio a quanto pare è affascinato dal mondo ideale del padre che ama riprodurre nei i suoi teatrini sessuali, con sceneggiature di torture e persecuzioni di nazisti ad ebrei.
Per la serie "sembrava un così bravo ragazzo": in confronto il nostro Ciarrapico è un dilettante. Rallegriamocene.
martedì 18 marzo 2008
Surfin' China
La notizia di oggi secondo cui la Cina ha sorpassato in numero di navigatori web gli Stati Uniti (leggi), non ha un valore solo tecnologico: internet oggi vuol dire business e vuol dire libertà.
Sul primo aspetto la Cina ha già dimostrato di essere candidata per l’immediato futuro al gradino più alto del podio insieme a USA e India; sulla libertà si sono fatti grandi passi in avanti dai tempi di Mao e Deng Xiao Ping, ma ancora la strada è lunga.
Cina batte Stati Uniti per 220 milioni a 217. L’Italia si attesta intorno a quota 20 milioni.
Leggendo tra le cifre e parlando in percentuale sul numero di abitanti, l’immagine è diversa: gli USA stravincono con il 72% della popolazione navigante, la Cina si attesta sul 16% e a metà strada l’Italia con il suo 33%.
In Cina buona parte dei cittadini vive ancora in situazioni rurali e di non pieno sviluppo; malgrado questo non si può trascurare il valore in termini assoluti di questo dato: un popolo orientale sempre più numerosamente proiettato verso la conquista del mondo.
Personalmente confido che questi anni a venire saranno anni chiave anche per il senso civico dei cinesi, finora più interessati a che la stabilità statale favorisse il proprio business più che alle proprie libertà. In questo internet giocherà sicuramente un ruolo molto importante, per quanto si cerchi di imbavagliarla.
lunedì 17 marzo 2008
Mutui Subprime
Si è parlato molto della crisi dei mutui subprime che ha colpito gli U.S.A., ma probabilmente non tutti sanno davvero di cosa si tratta.
Credo sia interessante fare luce su questo argomento, aiutandoci con wikipedia:
“I subprime, o "B-Paper", "near-prime" o "second chance" sono quei prestiti che vengono concessi ad un soggetto che non può accedere ai tassi di interesse di mercato, in quanto ha avuto problemi pregressi nella sua storia di debitore. I prestiti subprime sono rischiosi sia per i creditori sia per i debitori, vista la pericolosa combinazione di alti tassi di interesse, cattiva storia creditizia e situazioni finanziarie poco chiare, associate a coloro che hanno accesso a questo tipo di credito.”
Lo scenario è abbastanza chiaro: coloro che per qualsiasi motivo hanno la fedina creditizia non troppo pulita hanno comunque bisogno di credito, così determinati istituti accettano il rischio di prestare loro soldi ma a condizioni decisamente più onerose per il debitore.La regola generale è che ad un determinato rischio deve essere associato un premio adeguato.
In questo caso il rischio è costituito da un debitore inaffidabile, molto spesso con alle spalle difficili problemi legali o personali.
Ci sono diversi strumenti che sono definibili come subprime per esempio mutui, prestiti, ma anche carte di credito.
I mutui subprime hanno una diffusione più ampia di quanto si creda (negli stati uniti si attesta sul 21%).
“Parte delle potenziali sofferenze sono state ribaltate in crediti cartolari, obbligazioni "garantite" da mutui subprime ad alto rischio di insolvenza che gli istituti di credito hanno venduto ai risparmiatori, o collocato direttamente nel portafogli dei loro fondi di investimento. “
In pratica gli istituti di credito si sono inventati un sistema geniale per evitare sobbarcarsi il rischio di questi rischiosi mutui: li convertono in obbligazioni.
Con le obbligazioni l’investitore compra una quota di debito a fronte di un pagamento periodico di interessi e, alla scadenza, del capitale.
Peccato che in effetti, né il capitale né gli interessi di queste obbligazioni, sono garantite perché si rischia facilmente l’insolvenza dei debitori subprime.Queste obbligazioni poi sono anche inserite, più o meno silenziosamente, in fondi di investimento liberamente scambiati nel mercato.
La situazione è precipitata con l’aumento dei tassi di interesse, da parte delle banche centrali, e la diminuzione del valore delle case: sempre più debitori non sono stati in grado di pagare e le banche non erano nemmeno in grado di rivalersi appieno su ipoteche spesso gonfiate.Le obbligazioni collegate a questi mutui, di conseguenza, erano carta straccia.
“Gli osservatori della crisi hanno evocato precise responsabilità. Molti hanno sottolineato le pratiche predatorie dei prestatori subprime e la mancanza di una effettiva supervisione da parte delle autorità governative. Altri hanno accusato i promotori finanziari di aver indirizzato i debitori verso prestiti che non potevano soddisfare, hanno accusato i periti di aver gonfiato artificialmente le valutazioni degli immobili, e hanno tacciato gli investitori di Wall Street di aver scommesso sui titoli che incorporavano mutui subprime senza aver verificato l'effettiva solvibilità dei prestiti sottostanti.”
Il problema dei mutui va però al di là del caso dei subprime, perché il continuo aumento dei tassi di interesse negli ultimi anni ha condotto diverse famiglie a situazioni economiche drammatiche anche in Italia. Famiglie che avevano confidato in mutui a tasso variabile, fortemente consigliate dalle banche grazie ai tassi eccezionalmente bassi e che ora si trovano a pagare rate raddoppiate rispetto a tre anni fa.
“il debito pro-capite supera i 30 000 euro l'anno e nel 2007, a fronte di 3 500 000 famiglie titolari di un mutuo, i casi di insolvenza superavano quota 500 000, con altrettante procedure avviate di pignoramento.“
venerdì 14 marzo 2008
Tibet in fiamme
La Cina ha invaso il Tibet nel 1949 con delle scuse imbarazzanti; attaccò un popolo pressoché disarmato e nessuna nazione fece molto più che qualche protesta formale, nessuna missione di pace fino ad oggi. 
La Cina è una nazione non democratica: anche se negli ultimi anni la popolazione ha qualche libertà in più, il governo non esita a reprimere violentemente qualsiasi protesta.
Malgrado tutto questo è stata ammessa nel WTO (l'Organizzazione Mondiale del Commercio): gli affari sono affari.
Le prossime olimpiadi approderanno proprio nella Repubblica Popolare e ovviamente saranno un palcoscenico ideale per le proteste e non pochi sono i versanti che preoccupano il governo (un altro punto delicato è la questione Taiwan).
Per questo la linea è ancora più dura al fine di reprimere sul nascere ogni possibile focolaio.
Fino al 10 maggio è stato vietato l’accesso all’Everest , sulla cui vetta in primavera verrà portata la fiaccola olimpica, per evitare manifestazioni di gruppi a favore dell’indipendenza del Tibet, si mormora.
Oggi Lhasa, capitale tibetana, è in fiamme. La polizia reprime da giorni le manifestazioni per il 49esimo anniversario della rivolta contro il dominio cinese: lo scenario è da guerra civile ma la priorità è assicurare che l’evento olimpionico si svolga nel silenzio politico.
Le parole del Dalai Lama riassumono bene il nocciolo della situazione: “Mi appello ai dirigenti cinesi perché smettano di usare la forza e affrontino tale risentimento attraverso il dialogo con il popolo tibetano".
Ecco, forse il segreto che la millenaria società cinese deve scoprire è il dialogo.
martedì 11 marzo 2008
Pd vs PdL: terzo round
Questo il punto programmatico in prima posizione per il PD che promette di approvare subito il “Pacchetto sicurezza” e il piano contro la violenza alle donne; il PDL punta a un aumento progressivo delle risorse per la sicurezza; entrambi gli schieramenti sono d’accordo su un deciso incremento delle forze dell’ordine per le strade.

Il PDL dedica largo spazio alle proposte di controllo dell’immigrazione clandestina, ma due punti ci preoccupano un po’ in quanto ci evocano un centralismo da stato di polizia che poco ci piace: “lotta al terrorismo interno ed internazionale, anche attraverso lo stretto controllo dei centri collegati alla predicazione fondamentalista” e “tutela dell’ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari disobbedienti e aumento delle pene per i reati di violenza contro le forze dell’ordine”.Il primo punto apre le porte alla possibilità di passare sopra a qualsiasi diritto per una mitologica “lotta al terrorismo”; il secondo invece le porte le chiude a manifestazioni e movimenti di piazza che potranno essere tacciate come episodi di disobbedienza.
Un’ultima proposta del PDL assicura una nuova scusa per rifilare contributi alla nostra amata chiesa cattolica nella forma di incentivi agli oratori per la conoscenza della lingua, della cultura e delle leggi italiane da parte degli immigrati (??).
Giustizia
I due schieramenti pongono all’unisono l’attenzione su l’aspetto molto importante della certezza della pena: purtroppo per raggiungere un risultato del genere è necessario scardinare tutto un sistema procedurale incentrato (consapevolmente) su un eccessivo garantismo.
Ma il PD promette anche processi civili e penali in tempi ragionevoli accorpando i tribunali, introducendo un sistema manageriale, processi telematici; secondo gli addetti ai lavori le soluzioni più efficaci sarebbero invece altre, come la riduzione dei gradi del processo (minimo 3 più l’udienza preliminare).
Con una Giustizia arrivata al tracollo organizzativo il PDL parla di razionalizzarne le spese; vuole completare la riforma dei codici e razionalizzare delle leggi esistenti, ma ci lascia la sorpresa di scoprire cosa vorrebbe fare di preciso.
L’accento si pone sull’inasprimento delle pene per i reati di particolare gravità e di allarme sociale e sulla costruzione di nuove carceri, ma niente si dice sull’enorme numero di reati finanziari o fiscali: questi ovviamente hanno un potere demagogico molto più debole dei reati portati alla spettacolarizzazione.
PD e PDL si scontrano sul tema dell’accanimento terapeutico: il primo intende prevenirlo mentre il secondo, cattolicissimo, lo esclude in ogni ipotesi.
Tutti in coro i due schieramenti gridano per una limitazione delle intercettazioni telefoniche e ambientali che tanto danno fastidio: lo scopo ovviamente è quello di limitarne l’uso e la loro diffusione in giro.
Il può agguerrito è il super-garantista Popolo delle Libertà che vorrebbe che questi strumenti siano utilizzati solo per scoprire gravi reati e non inezie come corruzioni e truffe.
Un altro bel punto programmatico del PDL dice: “riforma della normativa anche costituzionale in tema di responsabilità penale, civile e disciplinare dei magistrati, al fine di aumentare le garanzie per i cittadini”. Traduzione: occorre mettersi al riparo da un altro De Magistris che faccia indagini su qualche politico scoprendo magari qualcosa di poco pulito, tutto al fine di aumentare le garanzie per i cittadini si intende!
Ave oh Popolo delle Libertà!
Tra i candidati del Popolo delle Libertà svetta, si fa per dire, Giuseppe Ciarrapico, imprenditore romano che in una intervista rilasciata a Repubblica ha dichiarato "Il fascismo mi ha dato sofferenze e gioie. Mai rinnegato, mai confuso, mai intorpidita la mente da pensieri sconclusionati e antistorici".
Come vediamo nei partiti non mancano le facce nuove: e che facce!
A proposito delle foto di Mussolini che campeggiano in alcune redazione di giornali da lui editati, gorgheggia: "E' bellissimo, c'è ovunque".
Ma Berlusconi risolve la situazione con il suo solito carisma: "Idee sue" (?!)
Non va dimenticato che il cittadino delle libertà Ciarrapico sta scrivendo una biografia su Starace (chissà che grande opera di contenuto!) e ha pubblicato anni fa come editore l'opera omnia di Mussolini.
Insomma, grazie alla legge elettorale in vigore, votando per il PDL si contribuirà ad eleggere un bel nostalgico fascista d'annata, tanto i candidati sono scelti dalle segreterie dei partiti...
lunedì 10 marzo 2008
Pd vs PdL: secondo round
Vorrei che i media ufficiali procedessero ad un simile confronto puntuale dei programmi elettorali: si tratteggerebbero dei profili molto più precisi di quelli superficiali che ha in mente l’italiano medio e forse si capirebbe meglio chi abbiamo di fronte.

Lo stato
Il programma del Popolo delle Libertà esplicita un punto interessante nel settore della gestione della res pubblica: la digitalizzazione della pubblica amministrazione per quanto riguarda l’accesso agli uffici pubblici per via telematica e il passaggio all’archiviazione digitale.Ritengo questi elementi piuttosto importanti per una modernizzazione dello stato sia nei rapporti con il cittadino che nei costi, ma soprattutto nei confronti dell’ambiente.
La sinistra non evidenzia, purtroppo, niente del genere; ha invece altri programmi per ottenere il suo obiettivo principale: mezzo punto di PIL in meno nel primo anno; un punto nel secondo, un altro punto nel terzo.
Piuttosto impegnativo, ma ci svela la sua ricetta: analisi del mercato per ridurre i costi, assegnazioni di contratti e cariche in modo meritocratico, accorpamento di comuni piccolissimi.
Entrambi gli schieramenti sono d’accordo nella valorizzazione del patrimonio pubblico che il PDL vorrebbe, molto pragmaticamente, utilizzare per offrire ai privati maggiori e migliori opportunità di investimento anche mediante liberalizzazioni, mentre il PD rimane più sul vago nell’idee di valorizzazione e risparmio.
Il Fisco
Le maggiori differenze tra i due programmi si vedono in materia fiscale: in entrambi i casi l’obiettivo sbandierato è quello dell’appoggio allo sviluppo e questo la dice lunga sulle criticità del nostro paese.
Per quanto il Popolo delle Libertà voglia, già dal nome, evidenziare la sua vicinanza al popolo, il corpo del suo programma fiscale è tutto dedicato alle imprese e ai ceti più abbienti: detassazione di straordinari e tredicesime (che ad un datore di lavoro fanno molto comodo), allungamento del termine per il rimborso IVA, una no tax area per i giovani imprenditori, riforma degli studi di settore e una generica e oscura “eliminazione di adempimenti burocratici e fiscali superflui e costosi”.
Tutti obiettivi molto dedicati all’imprenditoria come vediamo su cui il centro sinistra rimane molto sul vago (“Imprese: favorire la capitalizzazione con sconti d’imposta”), appoggiando comunque una riforma degli studi di settore.
Berlusconi ripropone il suo pezzo forte “abolizione dell’ICI sulla prima casa senza oneri per i comuni”. Questo punto sembra solo fumo negli occhi: l’ICI sulla prima casa oggi non pesa eccessivamente sul bilancio di una famiglia media, se si è proprietari di un normale dignitoso appartamento si paga tra i 100 e i 200 euro l’anno. Certamente il discorso cambia profondamente se si possiedono ville faraoniche.
L’ex Presidente Del Consiglio torna anche a promettere l’abolizione delle tasse su successioni e donazioni e, anche qua, il vantaggio non è altro che per i beneficiari di patrimoni miliardari e non per il figlio del pensionato.
Il PD per il 2008 prospetta una detrazione IRPEF più alta per il lavoro dipendente e un abbassamento delle aliquote di un punto ogni anno per 3 anni.
Il PDL, così prolisso sugli altri punti fiscali, si sbriga con un “graduale e progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il 40% del PIL”, formula che risulterà piuttosto criptica per buona parte degli elettori.
E’ facile notare la differenza di impostazione politica.
Al misterioso “quoziente familiare” del PDL, il PD risponde con un credito di imposta alle donne lavoratrici e una dote fiscale di 2.500 euro per i figli.
Entrambi i concorrenti sono invece d’accordo sull’introduzione di un vero federalismo fiscale, per attuare finalmente l’art. 119 della Costituzione e cioè l’autonomia finanziaria di entrata e di spesa di comuni, province e regioni.
Olio di colza e cinesi

Il PIL pro-capite della città ammonta a circa 826.977 euro; lo stesso parametro per quanto riguarda la città di Milano si aggira intorno ai 30.629 euro.
Questo per far comprendere la dimensione del fenomeno cinese nell'equilibrio economico mondiale e, in proporzione, quella italiano.
La Cina oggi è solo travestita da paese comunista, ma di fatto è una vera e propria nazione capitalista che viaggia ancora verso il proprio apice.
Ma ho nominato Chongqing per citare un fatto di cronaca tra le cui righe si possono facilmente leggere risvolti sociologici che non risiedono tra i meri dati statistici.
Il 10 novembre 2007, la multinazionale francese della grande distribuzione Carrefour (seconda solo a Wal-Mart), nell’ambito dei festeggiamenti per il decennale della sua prima apertura nel paese, promuoveva l’olio di colza (di cui la Cina è il maggior produttore) con uno sconto del 20%.
Una folla immensa si è accalcata ai cancelli del centro commerciale fin dalle 4 del mattino, per conquistarsi una bottiglia da 5 litri del prodotto che dall’inizio dell’anno aveva subito rincari fino al 30%.
Alle 8.40 la folla impazzita lascia sul terreno 3 morti calpestati e 30 feriti di cui 7 gravi.
giovedì 6 marzo 2008
I programmi: PD vs PDL (parte 1)
Con l’avvicinarsi delle elezioni politiche abbiamo pensato di mettere uno di fronte l’altro i programmi delle due maggiori coalizioni in lotta tra loro: il Partito Democratico e il Popolo delle Libertà, PD e PDL, due sigle fastidiosamente simili tanto che a parlarne sembra di fare uno scioglilingua.
Un confronto tra i programmi elettorali è quanto mai semplice e veloce, basta recarsi sui rispettivi siti ufficiali, www.partitodemocratico.it e www.ilpopolodellaliberta.it, e scaricare la presentazione in formato PDF.
Il volume dei due programmi è pressoché simile: una trentina di pagine in cui ogni coalizione ha espresso il meglio tra ciò che è riuscita a ideare, nella forma migliore e più accattivante.
Cominciamo allora con il dire qualcosa su questo.
La forma.
Il taglio è quello ormai classico della presentazione congressuale: colore “aziendale”, verde per il Partito Democratico con il faccione sorridente di Veltroni in alto a destra, blu per il Popolo delle Libertà con il simbolo in computer graphic e prospettiva intrigante.
Il faccione di Veltroni rimane per tutta la presentazione in alto a destra guardando l’elettore con il sorriso rassicurante e un po’ divertito di chi se la spassa; nessun sorriso invece per Berlusconi, strano questo cedimento del suo protagonismo, e il simbolo con il suo nome capeggia in alto a sinistra.
Gli slogan.
Il PD sceglie: “Adesso una Italia nuova.Si può fare.”. Propositivo e ottimista.
I PDL si butta su: “Sette missioni per il futuro del Paese messo in ginocchio dalla Sinistra”. Battagliero e drammatico, terminologia bellica, il popolo delle libertà ha delle missioni e un nemico: per vincere bisogna avere un nemico da battere, questo vale in ogni campo!
I punti.
Sfogliamo la prima pagina e leggiamo la lista dei macro-punti programmatici.
Il PDL si affida sempre ad una tattica aggressiva e sprona a lettere cubitali: “RIALZATI, ITALIA! SETTE MISSIONI PER IL FUTURO DEL PAESE”.
Eccole:
Prima missione: rilanciare lo sviluppo
Seconda missione: sostenere la famiglia
Terza missione: più sicurezza, più giustizia
Quarta missione: i servizi ai cittadini
Quinta missione: il Sud
Sesta missione: il federalismo
Settima missione: un piano straordinario di finanza pubblica
Il PD, più che impavido guerriero, è laborioso operaio e dichiara: “IL PROGETTO DEL PD PER L’ITALIA SI BASERÀ SU 10 PILASTRI”
Eccoli:
1) Sicurezza, prima di tutto;
2) Sviluppo “inclusivo”;
3) Concorrenza e merito;
4) Welfare universalistico;
5) Educazione come ascensore sociale;
6) Spendere meglio e meno;
7) Pagare meno, pagare tutti;
8) Diritto dell’economia che liberi l’energie vitali;
9) Sostenibilità e qualità ambientale;
10) Stato forte e sussidiarietà.
Già da una lettura veloce dei pilastri e delle missioni possiamo intuire su cosa vogliono porre maggiore attenzione le due forze politiche: il PDL mette in primo piano il rilancio dello sviluppo, mentre il PD costruisce il primo pilastro sulla sicurezza.
Questo elemento basta di per se a stilizzare non poco le posizioni destra-sinistra a cui si richiamano i due schieramenti e che verranno approfondite e confermate nelle pagine seguenti.
continua...
giovedì 28 febbraio 2008
Nuvole scure in Sicilia
Le elezioni siciliane sono sempre un momento delicato non solo per l'isola, ma per l'Italia tutta.
Si mettono in gioco i grandi interessi di Cosa Nostra: la persona che si aggiudica la presidenza della regione potrà rendere la vita difficile alla Mafia oppure continuare a farle fare affari miliardari; perché ricordiamoci che stiamo parlando di una organizzazione illegale ma pur sempre "imprenditoriale", il cui scopo principale è quello di fare affari.
Per queste ragioni una preoccupazione precipua della mafia è sempre stata quella di insinuarsi nella politica con alleanze e appoggi.
Totò "vasa-vasa" Cuffaro (Udc), ultimo Presidente della Regione Sicilia, è stato recentemente condannato a 5 anni di reclusione per favoreggiamento (avrebbe tenuto aggiornate diverse personalità mafiose riguardo a indagini segrete su di loro): malgrado abbia ricevuto la solidarietà di buona parte del mondo politico (?!), non si può certo dire che sia un esempio della figura pulita che si auspicare di avere alla guida della Sicilia.
La destra berlusconiana questa volta avrà deciso di voltare pagina e appoggiare un candidato contro cui non si possano fare speculazioni o allusioni?
Il PDL ha deciso di appoggiare il Movimento per l'autonomia (Mpa) e la candidatura del suo leader Raffaele Lombardo. 
Leggiamo qua e là qualche dettaglio sull'aspirante Presidente con l'aiuto di Wikipedia:
"Laureato in medicina e chirurgia, partecipa alla fine degli anni settanta alla gioventù DC catanese e con la Dc farà carriera all'ombra di Calogero Mannino."
Ah la DC! Il partito di Vito Ciancimino, in Sicilia non è che ha mai fatto una gran figura.
Il Gen. Carlo Alberto dalla Chiesa disse: "La DC a Palermo vive con l'espressione peggiore del suo attivismo mafioso, oltre che politico."
E poi Mannino, dal 1995 in ballo con processi per mafia, maestro suo e di Cuffaro negli anni '80.
Ma continuiamo a leggere...
"Nel 1991 diviene assessore regionale agli Enti Locali.Ebbe delle vicissitudini nell'epoca di Tangentopoli, iniziate nel 1992 con un arresto per abuso d'ufficio, e dopo essere stato condannato in primo grado, assolto in appello dallo scandalo giudiziario."
Qua non si può dire niente, è stato assolto...
"Il 23 luglio del 1994 fu coinvolto e ancora arrestato (stavolta per corruzione) per lo scandalo di un appalto da 48 miliardi di lire per i pasti all'ospedale Vittorio Emanuele di Catania: secondo l'accusa, [...] avrebbe garantito l'appalto all'azienda dell'ex presidente dell'Inter Ernesto Pellegrini, in cambio di una corposa tangente di 5 miliardi di lire.[...]
Il 17 marzo del 2000 Pellegrini patteggia ammettendo di avere versato la tangente ad alcuni politici, tra cui Lombardo, ma i giudici finirono per considerare quel denaro solo un regalo: il reato venne derubricato a finanziamento illecito ai partiti, reato che per gli imputati risultava ormai prescritto."
Ma tu guarda, un regalo!
Bisogna sempre stare attenti alla differenza tra assolto e prescritto: in questo caso Pellegrini ha confessato di aver pagato il nostro Lombardo, peccato che ormai si era fuori tempo massimo...
"Lombardo torna in politica e diventa europarlamentare nel 1999 per il Centro Cristiano Democratico. "
Insomma, che sia cristiano non c'è dubbio...
…e anche caparbio, non si arrende davanti alle difficoltà e torna in politica!
"Alle elezioni politiche del 2006, si allea con la Lega Nord di Umberto Bossi, sancendo il Patto per le Autonomie, che si schiera con la Cdl e Silvio Berlusconi, che nel programma di governo recepisce i punti programmatici per lo sviluppo del Sud del Paese. Ottiene sei deputati e un senatore."
"È stato eletto presidente della provincia di Catania nel turno elettorale del 2003, raccogliendo il 64,9% dei voti.[…] Nel novembre 2006 da una rilevazione del Sole 24 ore è risultato il Presidente di Provincia con il più alto indice di gradimento dei cittadini in Italia."
A sentire i sondaggi la gente lo ama.
Peter Gomez scrive su di lui:
"La potenza elettorale di Lombardo, [...] si basa infatti sulle prebende che gli enti regionali, provinciali e comunali, più le società da loro controllate o partecipate, riescono ad elargire. Per raccogliere voti Lombardo garantisce posti di lavoro e poltrone."
Ecco perchè sembra che lo adorino!
Ma...
"Dal punto di vista elettorale questo modus operandi paga: alle ultime regionali l'Mpa ha incassato in Sicilia il 13 per cento dei voti. Il problema è che il giochetto ha il fiato corto. Proprio a Catania, per esempio, la disastrosa amministrazione del medico personale di Berlusconi, il sindaco Umberto Scapagnini, ha lasciato vuote le casse del municipio già impoverite dal suo predecessore Enzo Bianco. Il debito ha raggiunto livelli tali da spingere l'Enel a staccare la luce a interi quartieri e Scapagnini è stato costretto a dimettersi. A soli due anni dalla sua rielezione il medico del Cavaliere era ormai divenuto talmente impopolare da correre il rischio di essere menato se solo si fosse messo a camminare per strada da solo."
Tirando le fila, rispondiamo alla domanda posta all'inizio: La destra berlusconiana questa volta ha deciso di voltare pagina e appoggiare una candidato contro cui non si possano fare speculazioni o allusioni?
Direi proprio di no, anche questa volta.